È proprio il caso di dirlo, per gli uomini di marketing è giunto il momento di scrivere la storia, di essere pionieri, di smuovere le acque, di realizzare l’irrealizzabile. Dopo anni in cui il loro mestiere è stato associato ad aride statistiche, il nuovo scenario ha dimostrato quanto potesse inglobare, al contrario di quanto pensato finora, parametri quali la creatività, una sostanziale predisposizione e tolleranza al cambiamento, l’affermazione del talento.
(continua…)
Il primo incontro con il potenziale cliente è un momento abbastanza delicato, è il preludio di una negoziazione che durerà per lo meno tre o quattro incontri, durante la quale non è detto che la sola professionalità, o l’offerta vantaggiosa, o la condizione di bisogno del nostro interlocutore possano essere requisiti sufficienti a farci raggiungere un accordo proficuo.
(continua…)
Call to Escape? Probabilmente già qualcun altro avrà coniato questo termine per intendere l’azione esattamente opposta alla Call to Action…A noi è venuta in mente leggendo questo semplice testo: “Vuoi provare i nostri servizi di qualità a soli 100 euro?” (continua…)
Engagement è la parola chiave del momento.
Le cose sono mutate. Anche gli uomini di marketing ne hanno preso coscienza. E non è stato facile accettare questo cambiamento che ha comportato una sostanziale riconsiderazione dell’approccio numerico/statistico per indirizzarsi verso un rapporto umano, basato sull’individuo, sui suoi desideri.
Prima c’erano solo i mass-media, la televisione comandava, e l’effetto bombardamento era più che efficace. Tutti gli uomini di marketing erano certi di questa cosa: sapevano dov’era il target, seduto sul divano, davanti alla tv, con il telecomando in mano. Il bersaglio era lì, dovevano solo colpirlo a suon di spot, quelli con la classica massaia sorridente e soddisfatta del suo prodotto lavapiatti superdetergente, smacchiante e profumante (magari al limone); il successo era assicurato. Però a quale prezzo? (continua…)