Azienda smetti di fare spam, dì qualcosa di interessante!

Engagement è la parola chiave del momento.

Le cose sono mutate. Anche gli uomini di marketing ne hanno preso coscienza. E non è stato facile accettare questo cambiamento che ha comportato una sostanziale riconsiderazione dell’approccio numerico/statistico per indirizzarsi verso un rapporto umano, basato sull’individuo, sui suoi desideri.

Prima c’erano solo i mass-media, la televisione comandava, e l’effetto bombardamento era più che efficace. Tutti gli uomini di marketing erano certi di questa cosa: sapevano dov’era il target, seduto sul divano, davanti alla tv, con il telecomando in mano. Il bersaglio era lì, dovevano solo colpirlo a suon di spot, quelli con la classica massaia sorridente e soddisfatta del suo prodotto lavapiatti superdetergente, smacchiante e profumante (magari al limone); il successo era assicurato. Però a quale prezzo?

Poi è arrivato internet e il mercato è diventato conversazione. Il target è cambiato, ha allargato i suoi orizzonti, o come ha detto provocatoriamente Giuliano Lasta nel suo articolo Galline in Fuga su Il giornale della nuova comunicazione (numero 17 di quest’anno), le galline sono uscite dal recinto. E allora tutti gli uomini di marketing hanno dovuto cambiare rotta. Sono dovuti scendere dal loro piedistallo ed hanno dovuto fare i conti con una fuga di massa verso altri lidi, verso blog, forum, social network. I consumatori hanno cominciato a spostarsi, a parlare, a farsi domande.

La pubblicità old way è interpretata oggi come uno spam da eliminare. Ciò che è richiesto ad un’azienda, ad un brand è dire qualcosa di interessante, di comunicare con i suoi clienti o potenziali clienti. L’effetto bombardamento non vale più, il target se avverte che qualcosa lo sta colpendo, si scansa, vola via, prende un’altra direzione. E non è semplice. Non è sufficiente andare sul social network e incominciare a parlare di sè, del proprio brand. Occorre parlare di sè con gli altri, comunicare, dialogare. I monologhi non servono più a nessuno. L’autoreferenzialità è considerata negativa.

L’esortazione per le aziende dettata dal nuovo modello di marketing è proprio questa: parla con i tuoi clienti, intervistali, chiedi loro consigli su come migliorare i tuoi servizi. Trasmetti il valore del tuo brand, la tua storia. Ecco il motto 2.0: stop the spam! Start to say something interesting!

Simona Fiore

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2 Comments

  1. Complimenti Simona un ottimo articolo!
    Devo anche dire che Google parlava di questo tema gia nel luglio del 2007 con una ricerca pubblicata dall’economist in cui si parlava proprio del cambiamento del consumatore online.
    La ricerca se non sbaglio si chiamava dal monologo al dialogo.

    Ciao

  2. Ciao,
    grazie per i complimenti sull’articolo! In effetti si tratta di un argomento che da tre anni tocca le aziende e gli uomini di marketing in prima persona. Trovare la strada giusta non è facile, anche perchè le aziende debbono concedersi un po’ di più al loro pubblico, scendere nell’arena social di cui oggi disponiamo, costruire relazioni, curarle nel tempo. E quando si tratta di rapporti umani allora le strategie diventano più complicate, basate su equilibri abbastanza delicati…

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