Friends, fans, followers : il successo del tuo brand è nelle mani di queste tre soggetti. Brand e advertising sono in piena rivoluzione.

Trendwatching.com nel suo report di maggio ha focalizzato la sua attenzione proprio su quest’aspetto: le scelte di acquisto dei consumatori sono influenzate in modo massiccio da fans, friends e followers. L’abitudine di chiedere informazioni ai propri parenti, amici, e conoscenti su un determinato prodotto o servizio è stata amplificata dai social network.

Facebook la fa da padrone con i suoi 500 milioni di utenti attivi che trascorrono più di 700 miliardi di minuti al mese sul sito. I social network sono utilizzati per scoprire nuovi prodotti o servizi, per ricevere e dare consigli su prodotti e servizi, per avere feedback sugli acquisti fatti, per compiere acquisti insieme ai propri contatti anche se si è fisicamente distanti.

L’elemento sociale riconosciuto come parte integrante dell’atto del consumo nell’era digitale è emerso con maggiore forza. Ora fans, friends e followers (F-Factor) sono determinanti per il successo di un brand.

Sono cambiamenti decisivi con cui tutti le professionalità dell’ambito della comunicazione devono confrontarsi.

Nell’era dell’F-Factor i consumatori non sono solo consumatori, sono diventati produttori, critici e creativi. Il vecchio modello di comunicare, unidirezionale, che andava dal brand al consumatore, è diventato obsoleto. I consumatori oramai sono parte integrante del ciclo produttivo, possono diventare essi stessi advertiser di un brand oppure innescare un passaparola negativo su di esso. I canali che hanno a disposizione sono molto efficaci, dalla fan page di Facebook, al video su Youtube, ai blog e forum.

I mercati sono conversazioni. Con i social network questa regola si è affermata in tutta la sua potenza. Il mondo dell’adv ne ha dovuto tener conto. Negli anni passati, prima dell’era digitale, il ciclo di una campagna pubblicitaria era più o meno il seguente:  per creare una campagna pubblicitaria ci volevano mesi, sei settimane per farla girare e poi moriva. Oggi invece il tipo di comunicazione richiesta è più veloce, reattiva e continua. In questo modo le campagne pubblicitarie sono dotate di una vita propria, richiedono cura e coinvolgimento continui da parte dei narratori e dei partecipanti.

Esse rappresento per il brand l’opportunità di partecipare alle conversazioni in modo reattivo e continuo. La conversazione è vita, per farne parte occorre quindi creare qualcosa che abbia una propria vita e che vada oltre il ciclo standard di una campagna pubblicitaria.

Simona Fiore

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