Nel post precedente abbiamo dato delle linee-guida, dei criteri indicativi per la scelta del nome aziendale.

E’ giunto il momento quindi di liberare la creatività tenendo ben a mente quali caratteristiche debba avere il nome, (o almeno una di esse):

– unico

– breve

– appropriato

– facile da pronunciare

– indimenticabile

– portavoce della mission e vision dell’azienda

– story teller

– rappresentante della personalità aziendale

A questo punto del processo siamo liberi di partorire centinaia se non migliaia di nomi.

E’ un momento catartico dove la regola principale è la seguente: durante il brain-storming nessuna idea è stupida.

Una volta che abbiamo dato sfogo a tutta la nostra creatività, siamo pronti a ritornare nei ranghi.

Passiamo quindi allo step successivo, quando entrano in gioco le categorie del nome.

A cosa servono le categorie?

Le categorie servono a semplificare il processo, creando dei punti di riferimento precisi all’interno dei quali sviluppare la creatività.

Esse sono cambiate nel corso del tempo. Ciò è indice della trasformazione che si sta verificando nel mondo dell’advertising.

In linea di massima possiamo dire che i nomi possono essere raggruppati in tre grandi categorie:

nomi descrittivi: descrivono i prodotti/servizi di un’azienda

nomi allusivi: descrivono in maniera indiretta e più sottile i prodotti/servizi di un’azienda

nomi free-standing: il nome dell’azienda non è legato alle caratteristiche del prodotto/servizio.

Negli ultimi anni c’è stata una forte propensione verso l’ultima categoria in quanto non vincolando l’azienda al suo prodotto, si assicura al nome scelto validità nel corso del tempo.

Il compito principale del nome è questo: rendere concreta, tangibile, l’anima dell’azienda.

Un nome che si rispetti mantiene la promessa dell’azienda di esserci sempre, di crescere, di evolversi.

A questo punto, dopo aver dato sfogo a tutta la nostra creatività, aver partorito centinaia di nomi e averli suddivisi nelle categorie su menzionate, siamo pronti per un primo screening per verificarne la validità.

Remember: durante il brain-storming nessuna idea è stupida.

Simona Fiore

Share the joy
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Post Correlati