Un brand vincente? Questione di naming…

Dare un nome alle cose, alle persone e agli animali è la cosa più naturale al mondo, quasi un istinto primordiale.

Scegliere quello giusto però non sempre è così semplice. Che si tratti del cucciolo appena entrato nella nostra vita o del bebè tanto atteso, tanti i dubbi che ci assillano:

“Rispecchia la sua personalità?”

“Suona bene?”

“Forse è troppo lungo?

Beh…ora pensate a quanto la faccenda possa complicarsi nel caso di un brand, di un prodotto o un servizio.

Per fortuna c’è qualcuno pronto a concedere il proprio sapere: l’esperto di naming.

Sì, ma cos’è il naming?

Come facilmente intuibile, il naming è il processo decisionale che porta ad assegnare ad un marchio il nome più funzionale ed efficace possibile.

Perché è così importante?

Il nome rappresenta il cuore dei brand. Senza il nome sarebbe impossibile comunicare la loro essenza. Alcune marche celebri, ad esempio Nike, hanno deciso di eliminare il nome dal logo. Ma solo una volta che esso era divenuto “memorabile”, per sempre impresso nella mente di tutti.

Un corretto brand-name consente di rendersi riconoscibili sul mercato fin da subito, garantendo il successo nel tempo.

Trovare il nome giusto è infatti fondamentale per entrare nel “top of mind” del consumatore, il posto in cui qualsiasi brand vorrebbe trovarsi.

Facciamo immediatamente una prova.

Quali sono i brand in cima ai vostri pensieri?

Siamo certi che molti di voi avranno di getto risposto: Nutella, Coca-Cola, Rimmel, Apple, Adidas, Ikea, Canon, Lego.

Tutti nomi entrati nel tempo a far parte del linguaggio comune. Tanto che alcuni hanno finito col diventare addirittura sinonimi dei più generici:

Che caratteristiche presenta il brand-name ideale?

Per ritagliarsi uno spazio privilegiato nella mente dei consumatori, un brand name che si rispetti deve esprimere in modo lampante l’identità e la personalità aziendale. Deve essere:

Coerente: con le caratteristiche del prodotto. Es. Nivea, dal latino niveus, bianco come la neve.

Memorizzabile: meglio nomi brevi e facili da pronunciare come Lego, Fanta, Clio.

Creativo: un naming vincente non è mai troppo generico. Coca-Cola prende il nome dagli ingredienti principali della bevanda originale.

Orecchiabile: che suoni bene, proprio come un bel motivetto musicale. Qui l’elenco sarebbe davvero lungo.

Originale: nel senso più puro del termine. Il nome trovato può essere anche molto creativo, ma se già presente o molto simile ad un altro, occorre arrendersi.

Vi lasciamo con una bella citazione tratta dal libro Designing Brand Identity di Alina Wheeler:

I migliori brand significano sempre qualcosa: una grande idea, una posizione strategica, valori definiti, una voce fuori dal coro. Il significato ispira il processo creativo e trova la sua strada attraverso un simbolo, una parola o un’azione. E’ il DNA di una brand identity…”

Assunta Rea

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1 Comment

  1. Bell’articolo, agire sul nome del brand è uno step critico ed indovinare questo aspetto a volte permette di realizzare in discesa buona parte della fase di avviamento.
    Non sempre però il successo del nome di un brand viene studiato a tavolino in sede di fase strategica.
    Ti segnaliamo questo nostro articolo che parla della fortuna del nome Kitkat in Giappone: Agenzia di Marketing

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