Call to Escape? Probabilmente già qualcun altro avrà coniato questo termine per intendere l’azione esattamente opposta alla Call to Action…A noi è venuta in mente leggendo questo semplice testo: “Vuoi provare i nostri servizi di qualità a soli 100 euro?”

Ci siamo detti: “Con la crisi che c’è oggi nemmeno per 100 euro qualcuno proverebbe…” Ma si può mai invitare qualcuno a spendere dei soldi per provare? Sicuramente il copywriter avrà scelto quelle parole spinto dalle migliori intenzioni; e sicuramente era ignaro che quel “provare”, poteva nascondere un significato talmente incerto da invitare l’utente alla fuga, a gambe levate.

Abbiamo riflettuto sulla cosa e all’improvviso si è accesa la lampadina:”Altro che Call to Action, questa è una Call to Escape!”

Può un semplice verbo come “provare”, apparentemente innocuo, indurre alla fuga? La risposta a questo quesito la dà Luisa Carrada, all’interno del suo libro, Il mestiere di scrivere. Le parole al lavoro, tra carte e web:

“Ci sono parole ed espressioni che spuntano e si diffondono nelle organizzazioni come funghi. Anche se sono pesanti e inopportune. Tra queste la triplice alternativa consentire/rendere possibile/essere in grado di, che precede quasi invariabilmente qualità e caratteristiche di ogni prodotto o servizio. (…) Un effetto simile ha l’espressione essere in grado paradossalmente piena di incertezza e insicurezza. Se un prodotto “è in grado di fare una determinata cosa”, vuol dire che la fa.”

In definitiva, scrivere “Siamo in grado di offrire un servizio di web marketing di qualità”, può essere fuorviante per un lettore, mentre: “La nostra azienda offre servizi di web marketing di qualità” può rivelarsi la soluzione giusta. Il  tuo messaggio sarà in questo modo diretto e sicuro, senza alcuna traccia di incertezza o di insicurezza.

Le parole sono degli strumenti potenti nelle nostre mani, usate nel modo corretto trasmettono il giusto significato, affascinano e coinvolgono il lettore fino a condurlo naturalmente all’azione che si vuole compia sul sito.

Ricorda, il lettore che approda sulla tua landing page o sul tuo sito cerca prima di tutto informazioni, testuali e visive laddove ce n’è bisogno, vuole capire in che misura il tuo prodotto o servizio può essergli utile, utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione (confronto con altri prodotti, feedback degli utenti, ecc…), e se percepisce il tuo prodotto/servizio è la soluzione al suo problema, alla sua necessità, al suo desiderio sarà pronto all’azione e cioè all’acquisto, o alla richiesta di un preventivo o ad iscriversi alla newsletter.

Call to Action o Call to Escape, sul tuo sito gli utenti scappano o restano?

Simona Fiore

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