Che quartetto lungimirante…

Parliamo di Levine, Locke, Searls e Weinberger, gli ideatori del famoso Cluetrain Manifesto uscito nel 1999.

A 13 anni di distanza, possiamo affermare che quelle che allora erano solo argute intuizioni oggi rappresentano una grande e inviolabile realtà.

L’efficacia del marketing risiede nella conversazione, nell’approccio umano e soprattutto nella predisposizione all’ascolto.

Loro lo avevano ben compreso come dimostra, con linguaggio provocatorio e coinvolgente, il loro documento (mirabilmente tradotto da Luisa Carrada e disponibile sul suo sito).

Ma noi invece? Possiamo davvero dire di aver fatto nostre queste meravigliose pillole di saggezza comunicativa?

Scopriamolo insieme.

Abbiamo selezionato per voi 3 delle 95 tesi raccolte nel Cluetrain Manifesto per esplorarne meglio il significato.

 

 

Alle aziende di oggi è data un’opportunità davvero preziosa. Quella di scendere in piazza, nei popolari social network, e mescolarsi tra la gente per ascoltare ciò che pensano di loro e dei loro prodotti.

Tutti i feedback, persino quelli negativi, hanno un valore inestimabile. Permettono di guardarsi dall’esterno per migliorarsi e rispondere sempre meglio ai bisogni dei propri consumatori.

Come non approfittarne?

 

 

Una tesi mordace ma quanto mai vera. Conservare una comunicazione fredda ed istituzionale non può che danneggiare la propria immagine. Quello di oggi è un consumatore profondamente cambiato, molto più cauto e consapevole. Non si lascia incantare così facilmente da uno spot televisivo. Prima di procedere ad un acquisto, ha bisogno delle opinioni degli altri. Opinioni che va a cercare in giro per il web, nei forum e nei social network. Ed è lì che le aziende devono essere, pronte all’ascolto e all’interazione.

 

 

Per finire, una tesi dal “sapore sessantottino”.

Tra Facebook, Linkedin, Twitter & Co, quello di oggi è un mondo sempre più interconnesso. Trascorriamo molto tempo sui social media scambiandoci pareri sull’ultimo film visto, sull’ultima canzone ascoltata ma anche sull’ultimo prodotto acquistato. E ci aspettiamo che anche i brand facciano lo stesso. Non semplicemente che ci siano, ma che ci ascoltino e interagiscano con noi. Che non si limitino a presentarci il loro ultimo prodotto, ma che ci spieghino perché potrebbe esserci utile o cambiarci addirittura la vita.

Assunta Rea

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