Riaccendiamo per un attimo i riflettori anzi le “fiaccole” su Londra 2012, ma stavolta non per parlare di sport.

Tutto il mondo è rimasto incollato per giorni alla tv per seguire entusiasmanti gare di corsa, nuoto, fioretto, salto con l’asta, “vittima” più o meno inconsapevole di efficaci azioni di Guerrilla marketing, tema caro al nostro blog (ecco un interessante old post).

Sono tanti i marchi, aziende e gruppi che hanno deciso di sfruttare la grandezza dell’evento olimpico per calamitare l’attenzione degli spettatori o veicolare messaggi importanti in modo “non convenzionale”.

Ecco qualche esempio:

Avete notato che numerosi atleti indossavano scarpe giallo fluo? Quanti di voi si sono chiesti il perché?

Si tratta di un colore che non passa di certo inosservato e che è servito a mettere in risalto l’inimitabile swoosh della Nike e, più precisamente, della nuova collezione Volt. Il celebre marchio, pur non essendo sponsor ufficiale, si è così guadagnato un posto d’onore sul podio dell’unconventional marketing.

Che ne dite invece dell’omaggio rigorosamente “green” reso da Steve Wheen alla capitale londinese durante lo svolgimento dei Giochi?

Il famoso “giardiniere delle buche” ha pensato di colmare i “vuoti” della città con dei meravigliosi mini giardini, ognuno dedicato ad una specifica disciplina.

Passiamo da questo “romantico” esempio di guerrilla gardening alla simpaticissima trovata di Gillette, il celebre marchio di rasoi. Per introdurre sul mercato il suo ultimo prodotto, ProGlide Golden Edition, ha deciso di cogliere la grande opportunità data dalle Olimpiadi per attivare una “sorprendente” azione di guerrilla marketing.

Ma non vogliamo svelarvi troppo. State a vedere cosa succede in questo supermercato tedesco

Per finire, un significativo esempio di Guerrilla Knitting, fenomeno nato in Cornovaglia da un gruppo di donne over 50 che realizzano meravigliose sculture di lana riciclata con lo scopo di abbellire e rendere piacevoli spazi urbani grigi e trascurati. Le opere vengono installate di sera così da regalare alla città un sorprendente risveglio.

Ispirandosi a questa particolare iniziativa, il gruppo di artisti Pirate Technics con l’aiuto degli studenti del Chelsea College of Art and Design ha messo in piedi un gigantesco baobab (simbolo di pace tra le diverse comunità) di tessuto riciclato. Una coloratissima pila di anelli di lana situata al centro di Londra durante le Olimpiadi per celebrare e favorire lo scambio interculturale. Eccolo immortalato dall’obiettivo di Dan Kitwood.

Che ne pensate? Chi meriterebbe la medaglia d’oro della comunicazione?

Assunta Rea

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