“Lava più bianco che più bianco non si può”.

Qualche decennio fa non avremmo battuto ciglio dinanzi ad un copy così geniale e seducente. E anche in caso contrario, non avremmo potuto comunque dire la nostra.

L’avvento del web e ancora di più dei social media ha cambiato radicalmente le cose.

Ci ha trasformato tutti (o quasi) in consumatori più attivi e consapevoli. Non ci fidiamo più così ciecamente dei messaggi pubblicitari, ma molto di più del caro vecchio passaparola sempre più potente e virale.

Prima di fare un acquisto, abbiamo bisogno di sapere cosa ne pensano i nostri amici o gli altri internauti.

Così ci catapultiamo nei motori di ricerca alla ricerca di risposte mirate. Ci incontriamo nei forum e sui social network per scambiarci informazioni, pareri e suggerimenti intorno ad un determinato brand o prodotto.

E le aziende? Come stanno reagendo a tale cambiamento?

Mentre ancora molte non ne vogliono sapere di abbandonare “il timone della comunicazione”, molte altre invece hanno finalmente compreso che per avere successo è indispensabile scendere in campo e “mettersi all’ascolto”.

Di conseguenza, anche il marketing e la pubblicità stanno ripensando se stessi in chiave web 2.0 per rispondere sempre meglio ai nuovi consumatori (una recente statistica Nielsen attesta un forte incremento dell’advertising online).

Vediamo allora le principali differenze tra la pubblicità tradizionale e quella on line.

Pubblicità tradizionale

Unidirezionale: comunica il proprio messaggio dall’alto e ad una massa indifferenziata ed inerme.

Intrusiva: interrompe improvvisa il continuum di un film o di un programma per imporre il proprio messaggio.

Istituzionale: la cosa più importante è che l’utente veda la pubblicità, che si tratti di un’affissione o di uno spot televisivo.

Pubblicità web

Multidirezionale: la comunicazione diventa fluida, orizzontale e imprevedibile. E un commento vale quanto il messaggio trasmesso.

Discreta: risponde ai nostri bisogni nel momento stesso in cui si presentano (pensiamo ad esempio agli adwords di Google).

Interattiva: ciò che davvero conta è che l’utente agisca cliccando sull’annuncio o sul banner.

Ad ogni modo, la soluzione migliore resta quella della comunicazione integrata che abbina ai mezzi tradizionali (sempre utili per rafforzare l’immagine) quelli non convenzionali (indipensabili per interagire e coinvolgere).

E voi? Cosa ne pensate?

Assunta Rea

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