Qual è il suo Klout score?

Ecco una delle domande che potrebbero farvi al prossimo colloquio di lavoro.

È successo a Sam Fiorella, uno stimato esperto di marketing che si è giocato la possibilità di entrare a far parte di un’importante agenzia pubblicitaria canadese perché oltre a non conoscere il proprio punteggio, non aveva la benché minima idea di cosa fosse Klout.

Come è andata a finire?

Al suo posto è stato assunto un candidato con minore esperienza ma con il doppio dei punti.

La storia di Sam Fiorella, pubblicata su Wired US, ha fatto presto il giro del web destando scalpore, perplessità ma anche tanta curiosità.

Scetticismo a parte, scopriamo insieme le caratteristiche di questa piattaforma che fa tanto parlare di sè.

Cos’è Klout, come funziona e cosa misura?

Klout è un servizio web gratuito che, tramite un complesso calcolo matematico, misura l’influenza in rete di ciascuna persona.

Effettuato l’accesso, basta collegare i propri profili social (tra cui Facebook, Twitter e Linkedin) al sito per conoscere il proprio klout score, indice che oscilla da 0 a 100. Più i contenuti pubblicati vengono condivisi, commentati, retwettati, più cresce il punteggio.

Tre i parametri presi in considerazione:

1. True Reach: indica il numero dei “seguaci” disseminati nei vari social network, al netto di account falsi o spam.

2. Amplification Probability: misura l’eco mediatica e il livello di interazione dei contenuti prodotti.

3. Network Influence: monitora il successo on line, permettendo di scoprire chi è maggiormente influenzato dai contenuti che produciamo.

Cosa invece non misura?

Klout verifica la reputazione on line, ma non tiene conto di aspetti fondamentali come: l’esperienza, le competenze professionali, il prestigio, il percorso di studi.

Concludendo…

Ciò che conta non è semplicemente il risultato numerico ottenuto. È importante essere capaci di influenzare gli altri su un determinato argomento, ma lo è molto di più essere davvero preparati a riguardo.

Assunta Rea

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