Sinapsia Studio ha lanciato da poco un progetto che attraverso un ciclo di interviste intende sondare il terreno della blogosfera italiana, in particolar modo quella corporate per capire come si stanno muovendo le aziende del nostro paese nell’ambito web 2.0. Con l’intervista a Claudio Pasqua, computer scientist e divulgatore scientifico, del corporate blog Gravità Zero, abbiamo aggiunto un altro tassello importante alla nostra analisi del mondo dei blog.

Gravità Zero è un corporate blog di divulgazione scientifica; la scelta di uno degli strumenti del web 2.0 più famosi non è casuale perché come dice Claudio Pasqua “…si tratta di un mezzo di comunicazione molto più diretto, più semplice anche da utilizzare come veicolo di comunicazione”[lang_en][/lang_en]

Si tratta di un blog partecipativo che vede la collaborazione di professionisti in ambito scientifico, medico, tecnologico, economico: Chiara Agresta, naturalista e divulgatrice scientifica, Massimo Auci, fisico, Walter Caputo, economista e statistico, Giuseppe Caramia, pediatria e Neonatologo, Alice Della Puppa, biologa e divulgatrice scientifica, Rossella Coletto, biotecnologa e divulgatrice scientifica, Enrico Miglino, giornalista, fotografo e prod. audio-video scientifici, Rosa Maria Mistretta, giornalista e divulgatrice scientifica, Claudio Pasqua, computer scientist e divulgatore scientifico e Rashmi Sen, matematico.

Una squadra di esperti del settore che mette il proprio sapere a disposizione del popolo della rete fatto di professionisti, studenti o semplicemente di appassionati della materia, nel pieno rispetto dei principi tipici della blogosfera quali l’apertura e la condivisione.

Con Gravità Zero la scienza diventa 2.0: com’è nata l’idea di realizzare un blog di divulgazione scientifica e quando è stato lanciato il progetto?

Il progetto è stato lanciato esattamente un anno fa, a gennaio del 2008 sulla scia di una serie di esperienze che i nostri redattori avevano svolto autonomamente e insieme ad un’altra testata sulla comunicazione tecnologica che è The Daily Bit. Per quanto riguarda invece il progetto abbiamo scelto l’uso del blog perché si tratta di un mezzo di comunicazione molto più diretto, più semplice anche da utilizzare come veicolo di comunicazione e poi perché è uno strumento che viene molto utilizzato nella divulgazione all’estero, anche presso le grandi strutture, per esempio cito soltanto la NASA, o i grossi centri di enti pubblici, di divulgazione scientifica.

Nella descrizione di Gravità Zero è specificato che si struttura come un corporate blog: quali sono le sue caratteristiche che lo rendono simile ad un blog aziendale e perché questa scelta?

Un corporate è un blog partecipativo di più persone , ognuno professionista nel proprio settore che agisce però sotto il cappello di un’unica iniziativa. Siccome la nostra testata comunque parte da una casa editrice che è la Tima&Mind di Torino, si struttura esattamente come una piccola agenzia editoriale e quindi un corporate. Non è un’iniziativa col singolo, ma del gruppo.

Il blog come mezzo di comunicazione dà più chance nella scelta delle notizie da trattare rispetto ai media tradizionali oppure no?

Sicuramente ci sono dei vantaggi. Il blog va affiancato a una testata più autorevole, più ingessata. Faccio un esempio, il sito di un ente o semplicemente di una rivista, utilizzando il blog, dà la possibilità ai propri autori, cosa che peraltro avviene moltissimo all’estero, di dialogare direttamente con i propri lettori, in maniera più informale, più diretta, senza dover prendere l’articolo di approfondimento che magari ha bisogno di settimane per essere redatto. Invece il blog è molto immediato, ci possono essere dei botta e risposta, dei dialoghi anche con i propri lettori molto rapidi, ed è molto più diretto e divulgativo.

In che modo vengono trattati articoli che non sono alla portata di tutti, in che modo diventano facilmente fruibili? Attraverso un modo di scrivere che li rende più interessanti, ad esempio?

Certamente. Intanto ci sono degli articoli che sono più informativi e altri più divulgativi. L’informazione avviene semplicemente con l’inserimento di una news, dove si comunica per esempio che in un determinato giorno c’è un tale evento, oppure dove si possono trovare le informazioni. Il post o articolo di approfondimento divulgativo è invece, generalmente lasciato all’autore, ed è un commento su una determinata notizia. Quindi viene spiegata la notizia, cercando di renderla in un linguaggio comprensibile il più possibile a tutti. C’è differenza tra la divulgazione scientifica e la comunicazione scientifica. La comunicazione scientifica di solito viene lasciata alle testate che approfondiscono un argomento e lo trattano come notizia, senza entrare nel dettaglio, o senza semplificarlo. La divulgazione invece si occupa di spiegare con parole semplici alle persone perché o come sono avvenute determinate cose nell’ambito scientifico.

La risposta da parte degli utenti di Gravità Zero qual è stata in questo suo primo anno di vita?

È stata ottima sia dal punto di vista dei numeri: noi abbiamo generalmente circa un migliaio di lettori al giorno che per un blog che ha aperto solo da un anno è un successo, che veramente non ci aspettavamo. Abbiamo poi registrato dei picchi di ventimila visite al giorno soprattutto quando sono in concomitanza con determinati eventi che per così dire catalizzano l’attenzione del pubblico. Ad esempio durante il famoso evento a settembre della LHC abbiamo avuto punte anche di 40mila lettori in un solo giorno. Tra l’altro noi abbiamo anche un pagerank 5. In un solo anno siamo arrivati ad avere un punteggio di 5 che rispetto ad altri blog che sono su internet da molto più tempo è un successo anche questo. Ciò decreta la popolarità del blog. Per noi è una soddisfazione soprattutto perché pensavamo che argomenti come la scienza suscitassero meno interesse nel pubblico. Invece notiamo che è tutto il contrario. In Italia c’è molto bisogno di capire, di sapere cosa sta succedendo nei laboratori, soprattutto quando questo coinvolge temi che riguardano tutti come temi medici, che riguardano le applicazioni nelle nuove tecnologie, o magari nell’energia alternativa e nell’ambiente che ci interessa da vicino.

Qual è il rapporto tra Gravità Zero e social network come Facebook e YouTube?

Noi siamo abituati ad utilizzare al contrario ad esempio di quello che avviene normalmente in Italia, dove c’è ancora la tendenza a sottovalutare i social network. Facebook è solo uno dei più famosi, ma ne esistono anche altri. All’estero, al contrario, vengono utilizzati moltissimo, sia dalla popolazione, sia dai ricercatori. In Italia c’è ancora molta diffidenza, soprattutto nell’ambiente della ricerca, nell’utilizzo dei blog e dei social network. Invece all’estero ci sono dei premi fields, l’equivalente del nobel per la matematica, che utilizzano i blogger che scrivono sui blog. In Italia abbiamo ancora qualche esempio ma sono ancora molto pochi. Quindi devo dire che dal punto di vista personale c’è ancora una certa arretratezza. All’estero sono molto più attivi. L’ambiente accademico in Italia è ancora molto ingessato.

Gravità Zero sembra essere un anello che è parte di un universo ben più ampio: con quali altri progetti sempre in ambito scientifico collaborate?

Abbiamo da poco concluso ma è soltanto un inizio di un evento intitolato “Eccellenze al femminile”, dove abbiamo invitato rappresentanti di ogni settore non soltanto la ricerca scientifica ma anche l’imprenditoria, ma c’erano anche diverse ricercatrici, che portavano la propria esperienza, anche quella all’estero, in cui siamo stati media partner con la regione Piemonte. Questo è un evento che ha segnato solo l’inizio di una serie di appuntamenti che si svilupperanno in Italia e all’estero. Con Bridges to Italy, per esempio, è una international business assiociation della California, con cui annunceremo tra pochi giorni all’Innovative Day, alla Camera di commercio di Monza, un’iniziativa di tipo internazionale. Cioè Eccellenze al femminile diventa il ponte di unione tra due mondi della ricerca molto diversi, l’Italia e gli Stati Uniti. E cercheremo di coinvolgere, di intervistare, di far partecipare, soprattutto le ricercatrici, perché a noi interessa molto capire anche come si sta sviluppando la ricerca nel mondo femminile. Perché fino a pochi anni fa era ancora prerogativa maschile, ad esso invece si sta spostando sempre di più grazie anche alle possibilità che ovviamente sono offerte sia dalle università che dai centri di ricerca. E quindi questa è un’iniziativa che porterà visibilità alla ricerca italiana, in Italia e all’estero.

In questo modo si dà respiro internazionale alla ricerca italiana…

Certamente respiro internazionale e soprattutto capire come si può migliorare la ricerca. Perché, ad esempio molti cervelli fuggono dall’Italia, ma altrettanti stanno tornando. Ad esempio abbiamo avuto Vittoria Colizza che è stata per diversi anni all’Indiana University, dove ha fatto uno studio molto interessante sullo studio delle reti e recentemente è tornata in Piemonte, in particolare a Torino, dove grazie ad un finanziamento della Comunità Europea è riuscita a mettere in piedi un laboratorio. Una giovane ricercatrice è riuscita quindi a pagarsi il proprio lavoro, la propria attività di ricerca grazie ad un finanziamento europeo. Ed è un successo che garantisce anche il fatto che l’Italia investe poco nella ricerca e quindi si devono cercare altre strategie altre strade. Ci sono quindi dei filoni di successo e come il suo ce ne sono stati altri di cui abbiamo parlato in eccellenze al femminile ed è interessante vedere come la ricerca italiana stia reagendo nonostante appunto i tagli ai fondi.

Quali sono gli strumenti offerti dai social media a blog come Gravità Zero? Mi riferisco a news aggregator, social network dello stesso settore e quant’altro…

Non ci sono molti che fanno divulgazione in Italia, si contano veramente sulle punta delle dita di una mano. Anche i migliori in questo settore, cito qualche nome, Radio3 Scienza, che fa un’ottima puntata di divulgazione su RadioTre, oppure Caccia al Fotone di Radio Fujiko, che utilizza moltissimo canali del social networking. Podcasting, social network e poi i blogging sono sostanzialmente questi gli strumenti che vengono sfruttati.

Ultimamente è ricorso un anniversario importante per il mondo della scienza, 200 anni dalla nascita di Darwin: in che modo Gravità Zero gestisce eventi di questo tipo?

Cercando di informare il pubblico il più possibile. In quell’occasione ho pubblicato un articolo che riguardava proprio il bicentenario dove abbiamo studiato in maniera molto semplice quanto la teoria dell’evoluzione abbia segnato un cambiamento epocale su come sia stata una rivoluzione, sia per il mondo fisico naturale, sia per il rapporto dell’uomo con il proprio passato. Cosa che non molti percepiscono. Abbiamo messo un grafico dove si vede quando ancora nel mondo ci sia sia scarsa conoscenza, sia diffidenza nei confronti di questa teoria. Ad esempio gli Stati Uniti sono l’ultimo paese poco prima della Turchia dove metà della popolazione ancora crede che l’evoluzione sia soltanto un’invenzione e non corrisponda alla realtà. Quindi sono degli atteggiamenti dettati anche dalla scarsa conoscenza che si ha di alcune conoscenze scientifiche. Non solo per una presa di posizione precisa ma soprattutto per una cultura scientifica che è assente. E quindi il nostro apporto è quello innanzitutto di dare informazione, di fare divulgazione e di rispondere quando ci sono delle domande precise su quest’argomento.

Vuole aggiungere qualche altra cosa?

Noi collaboriamo anche, siamo media partner per un interessante esperimento scientifico che coinvolge tutti, tutta la popolazione, cioè tutti i cittadini italiani ed è Influweb. È un progetto importante perché forse per la prima volta si utilizzano i social network per questo esperimento che serve a monitorare un virus in particolare il virus influenzale, ma in vista di una probabile pandemia, parliamo ad esempio della viaria. Quindi uno strumento come internet che permette di salvare molte vite umane, a cui tutti possono partecipare in una chiave positiva che porta sicuramente alla finalità di salvare molte vite umane.

Sinapsia corporate blogger

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