Il 2013 della comunicazione digitale? Parola agli esperti.

Che 2013 sarà per il web e la comunicazione?

Il nostro percorso alla scoperta del prossimo futuro dell’innovazione digitale non poteva che partire dalle previsioni di esperti e appassionati del settore che seguiamo sempre con grande piacere.

Grazie dunque a Rachele Muzio, Antonio Savarese e Andrea Ferrazzi per aver accolto con entusiasmo il nostro invito e… vediamo subito cosa hanno “pre-detto”.

Un 2013 all’insegna del social e della competenza professionale quello che immagina Rachele Muzio, autrice di Webpersignore blog finalista a DONNAèWEB 2012 e ideatrice di Co-winning® progetto a basso costo e ad alto impato creativo”.

Non è proprio che io sia da annoverare fra le esperte della comunicazione ma seguo con interesse personale e professionale gli sviluppi della rete quindi azzardo una previsione e se pure sbagliassi non sparate sulla pianista. Diversi quotidiani online esteri – e forse qualche illuminato in Italia – rivedranno il format per le news ispirati dal successo di The New York Times con il suo pezzo di virtuosismo transmediatico “Snow Fall” . Tip: eliminate i video banner overlay che fanno rimpiangere la staticità della carta. Twitter avanzerà fino alle costole di Facebook, spodesterà il numero verde in molte aziende e le stesse sperimenteranno nuove vie di marketing sulle ali veloci e precise dell’uccellino blu. Tip: fate pace con Linkedin e Instagram che la vita per noi social addicted è già abbastanza difficile. Google+ non si espanderà molto ma la qualità delle cerchie – composte sempre più da esperti di settore e meno dagli effimeri influencers – sarà molto elevata e corteggiata da Big G. Forse le intranet di aziende visionarie si trasferiranno con tazze di caffè e bagagli di competenze nelle communities. Tip: eliminate gli orpelli alla Facebook del tipo ‘fai conoscere agli altri la tua situazione sentimentale’. Linkedin continuerà la scalata alla personalizzazione offrendo ai propri iscritti nuove applicazioni, sfondi e header a piacere e un sistema di misurazione del proprio grado di influenza simile a Klout. Tip: limitate le personalizzazioni affinchè un social professionale non diventi un’accozzaglia di gattini e improbabili mazinga. Facebook darà più spazio ai suggerimenti degli utenti per uscire dall’incombente crisi dovuta alla saturazione del mercato e dello stesso Zuckerberg alla soglia dei 30 e con pargolo in arrivo. Tip: non cambiate ogni tre per due l’aspetto grafico che è la comunicazione la vostra forza e non l’immagine. Infine la limatura degli algoritmi di Google leverà di mezzo finalmente i post per le allodole premiando chi scrive per comunicare e chi sa circondarsi di persone valide con le quali condividere link e risorse.

Un mondo digitale più aperto a forme di comunicazione offline quello auspicato da Andrea Ferrazzi, giornalista, consulente politico, esperto di strategie di comunicazione. È il fondatore del movimento Slow Communication (di cui ci ha già parlato qui).

Nel 2012 siamo entrati nell’era biomediatica: come emerge dall’ultimo rapporto sulla comunicazione curato da Censis e Ucsi, «la definitiva promiscuità tra il mezzo e il suo utente, e l’individualismo radicale promosso dai social media, portano a un ribaltamento del famoso slogan di Marshall McLuhan “il medium è il messaggio”, che oggi diventa “l’utente è il contenuto”: i media siamo noi». Se nell’anno che ci lasciamo alle spalle è iniziata una nuova era, in quello che inizia assisteremo a un consolidamento delle tendenze in atto. La penetrazione di Internet ha guadagnato nove punti percentuali in appena dodici mesi. In Italia l’utenza supera il 62% (nel 2002 era al 27,8%), mentre la presenza su Facebook sembra essere una scelta obbligata per cittadini, associazioni, aziende, partiti, personaggi pubblici, istituzioni, tanto che il 41,3% degli italiani ha un profilo attivo. Intanto, però, continua l’emorragia di lettori dai quotidiani cartacei, in modo particolare tra i giovani. Crolla il numero dei lettori di libri, passati in un solo anno dal 56,2% al 49,7%. Ciò significa che sempre più persone si informano, oltre che in televisione, su Internet. Emblematicamente il 2013 si apre con la morte della versione cartacea di «Newsweek», che da gennaio uscirà solo online. Mentre il 2012 si è chiuso con le nuove regole volute dalla leadership comunista in Cina per inasprire i controlli sulla rete. Due notizie diverse ma ugualmente utili per capire come la comunicazione online sia sempre più strategica e rilevante. Più che con una previsione, però, vorrei chiudere con un auspicio: che il prossimo sia anche l’anno in cui si possa affermare un approccio critico allo studio dei new media e, soprattutto, una nuova cultura digitale, più attenta alla ricerca di spazi ed esperienze offline.

Un uso delle nuove tecnologie sempre più orientato all’utente finale quello che invece si augura Antonio Savarese. Giornalista freelance, scrive di Web 2.0, digital divide, open source, IT Governance. Cura la rubrica “Cio Evolution” per la rivista Data Manager. È Segretario del Comitato Tecnico Scientifico di Tecnologybiz.

Mi è stato chiesto di prevedere cosa succederà nel settore dell’innovazione e comunicazione digitale. Beh la risposta è semplice non lo so. La Rete e l’innovazione vanno troppo veloci per essere imbrigliati in schemi preordinati di evoluzione temporale. Quello che però posso e voglio dire è quello che vorrei io che avvenisse nel prossimo futuro. Vorrei che venisse inventato uno strumento che aiuti chi come me si occupa di comunicazione a filtrare ed aggregare in modo efficace  i contenuti che sono sempre di più e sempre più variegati. Ciò non solo come lettore ma anche come produttore, immaginate di avere a disposizione un’arma con cui puntare il vostro target sarebbe un’arma letale. Spostando il focus sull’innovazione a 360 ° vorrei che ci fosse una fase di consolidamento dove non si inventino più nuove tecnologie ma semplicemente si inizi ad usare quelle che sono già disponibili applicandole in settori dove è tangibile il valore per gli utenti finali. Non bisogna mai dimenticare che la tecnologia è un mezzo e non un fine. Unica previsione che sono sicuro che si avvererà è che  visto il crescere esponenziali dei dati saranno vincenti le aziende che risolveranno il problema dello storage  in modo semplice ed economico. Buon anno a tutti, Antonio.

Lo staff Sinapsia ringrazia ancora il nostro trio di esperti e augura a tutti un produttivo ed entusiasmante 2013!

Share the joy
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Post Correlati

← post precedente

post successivo →

2 Comments

  1. Wow! In quale ottima compagnia sono finita grazie allo spettacoloso team di Sinapsia!
    Grazie per avermi dato l’occasione di spararle grosse : )
    Spero si avverino i desideri di Antonio – che condivido in pieno – e mi unisco ad Andrea nell’auspicare una nuova cultura digitale più attenta alla ricerca di spazi ed esperienze offline.
    Buon 2013!

  2. Grazie a te, Rachele, per lo “spettacoloso” e soprattutto per la vitalità e l’entusiasmo con cui hai accolto il nostro invito.

    il team Sinapsia

Rispondi a assunta Annulla risposta