Mclips, il blog multiautore di Microsoft Italia il 5 febbraio ha compiuto il suo primo anno di vita. In occasione del suo compleanno Sinapsia Studio ha intervistato Carlo Rossanigo, Direttore Relazioni Esterne e Corporate Marketing di Microsoft Italia. Mclips è un progetto che dimostra a pieno la filosofia open di Microsoft, la sua presa di coscienza del valore della blogosfera e di quanto sia fondamentale farne parte, partecipare alla sua conversazione. Mclips è partito in punta di piedi, senza pubblicità, perché come dice Carlo: “Questo non è un progetto di marketing vestito da blog.” È un vero e proprio blog che vuole suscitare l’ attenzione in maniera naturale, senza alcuna forzatura, raccontando la realtà di Microsoft attraverso i suoi dipendenti, le loro emozioni, la loro quotidianità.

Lanciare un blog come Mclips per aziende del calibro di Microsoft rappresenta una bella sfida: cosa vi ha spinto ad accettarla?

La decisione di lanciare Mclips parte da abbastanza lontano. Quattro anni fa, quando ho avuto l’opportunità di arrivare in Microsoft, sono stato subito mandato a Seattle al quartier generale per un periodo di formazione. Lì abbiamo ricevuto le indicazioni di controllare bene la parte della blogosfera per capire cosa si dicesse di Microsoft e questo lo abbiamo fatto per un periodo di un anno e mezzo. Però dopo un anno e mezzo di questo lavoro ci siamo resi conto che eravamo poco partecipativi, eravamo poco contribuitivi alla discussione in rete. Quindi abbiamo cercato di capire come si potesse ovviare a questo. Un conto era andare a rispondere singolarmente sui blog di alcuni blogger più o meno autorevoli dove si parlava di internet explorer, di Microsoft, dell’antitrust o quant’altro, un conto era invece essere noi portatori di un nostro nucleo di contenuti sui quali poi dopo la gente potesse commentare. Da qui è nata l’idea di aprire Mclips. Mclips che cos’è? Non è esattamente un corporate blog, è il blog dei dipendenti di Microsoft Italia su cui quindi tutti i dipendenti di Microsoft che hanno piacere di bloggare possono farlo. Abbiamo iniziato un anno fa con 30 persone e ad oggi siamo a più del doppio, oltre 60. Ed è unico blog, multiautore, dove nell’homepage scorrono i post del giorno, dove i post possono essere chiamati per autore. Quindi l’idea è proprio nata dal fatto di dare sfogo alla voglia dei dipendenti di Microsoft di raccontarsi, di raccontare che sono circa 900, che la loro azienda è fatta di italiani con tante idee, tanta voglia di fare, che non sono soltanto il braccio commerciale di un’azienda multinazionale americana ma sono impegnati giorno dopo giorno sulle attività per realizzare i progetti dei nostri clienti gestiti insieme a piccole imprese, grandi imprese e amministrazione pubblica. Quindi di persone che hanno una passione incredibile per la tecnologia, che hanno il piacere di raccontarla, di raccontare la loro giornata, i progetti che seguono, i prodotti che lanceranno, le iniziative che hanno visto nascere negli Stati Uniti e che magari in Europa e in Italia non ci sono ancora, le emozioni di aver visto magari Bill Gates una delle ultime volte ecc ecc. Tutto questo è aperto al pubblico con la possibilità della blogosfera di pubblicare e di contropostare.

L’idea iniziale con cui Mclips è stato presentato era quella di creare un incubatore di blogger. Nel corso di quest’anno ha visto la partecipazione di circa 60 persone. Avete raggiunto un buon risultato quindi.

L’incubatore di blogger si può vivere in modo doppio. Far sì che molte più persone rispetto a quelle iniziali si appassionassero all’idea e bloggassero. E questo mi sembra un primo obiettivo. Non voglio dire però che lo abbiamo raggiunto, perché insomma questo primo anno per noi non è un punto di arrivo, è un punto mini-intermedio. Siamo proprio all’inizio della nostra curva di esperienza. Un altro obiettivo che potrebbe stare sotto il cappello di incubatore di blogger è quello che alcune persone iniziano a bloggare su Mclips e poi dopo decidono di avere un proprio blog autonomo, indipendente e autorevole. Questo è un processo che come puoi immaginare non si compie in 12 mesi. Non abbiamo avuto ancora esempi di questo genere ma è una cosa che col tempo secondo me potrebbe accadere.

 

Mclips ha festeggiato da poco il compleanno. Qual è stato il bilancio di questo primo anno di vita?

Secondo me c’è del buono in questa cosa. Il bilancio è positivo nel senso che ci fa piacere aver provato a contribuire alla discussione in rete sui temi della tecnologia, sui temi Microsoft e quant’altro. Ciascuna delle persone che blogga lo fa in maniera totalmente indipendente. Questo non è un progetto di marketing vestito da blog, ma è un vero e proprio blog. Quindi non c’è un piano editoriale, i pezzi non vengono censurati. In questo momento che io e te stiamo parlando ci sono dei colleghi di Microsoft che stanno bloggando in totale autonomia. Da un certo punto di vista ciò rappresenta un pregio di questo progetto. Dall’altro può rappresentarne il limite, perché non essendoci un piano editoriale, magari siamo un po’ legati al tempo che una persona ha a disposizione per fare quest’attività, oppure legati a degli eventi. magari uno va a una fiera e posta dalla fiera una o due volte e poi magari non posta più per dieci giorni. Un altro aspetto fondamentale venuto fuori da questo primo bilancio che si può trarre dopo 12 mesi, è che siamo un po’ troppo introspettivi, siamo troppo portati a bloggare, a parlare di noi, in realtà dovremmo invece imparare a parlare e a commentare quello che accade intorno a noi della blogosfera, nel mondo, non soltanto della tecnologia, di commentare cose che si leggono la mattina online e linkare altri post. In effetti una cosa su cui ci piacerebbe nettamente migliorare è quella di riuscire ad avere maggior conversazione, maggior commenti proprio su Mclips, riuscire a suscitare maggior voglia di lasciarci commenti, opinioni, pareri. Quindi non soltanto leggere, ma scrivere.

 

Quindi l’intento è quello di partecipare di più alla conversazione della blogosfera…

Esatto, non soltanto proporre alla blogosfera di conversare su Microsoft, ma partecipare di più a quella che è la conversazione in corso.

Grazie a Mclips il vostro rapporto con gli utenti si è in qualche modo evoluto, e qual è stato il feedback ricevuto?

Abbiamo mediamente 12mila utenti unici che ogni mese vengono a vedere le pagine di Mclips, abbiamo superato i 3 milioni e mezzo di pagine viste in questo anno. Noi non avevamo nessun genere di obiettivo quantitativo, questa è una premessa importante. Miclips non è un progetto di marketing, però questi pochi numeri ti danno l’idea che un po’ di interesse Mclips lo sta suscitando.

 

Nella tua intervista a Steve Ballmer riportata nel post One day with Steve Ballmer hai toccato aspetti importanti del business online e del settore Ict in relazione alla situazione italiana quali ad esempio l’advertising online, e l’impatto che lo sviluppo del settore Ict può avere sulle nostre aziende: quali dei suoi punti di vista condividi maggiormente, sei altrettanto ottimista e positivo?

L’ intervista a Steve Ballmer risale ad aprile, sono passati 10 mesi. In 10 mesi le cose sono abbastanza cambiate, lo scenario economico innanzitutto. Credo però che il suo pensiero valga anche oggi. Mi spiego: la tecnologia non è soltanto qualcosa in cui le aziende possono mettere dei soldi per avere computer migliori, dei server migliori o altro. Ma è un fattore abilitante importante di quello che è l’abilità di un’azienda, di quello che è il modo di lavorare delle persone di quest’azienda, piccola, media, grande che sia, e quindi della competitività che queste aziende possono raggiungere. Chi in questo momento sarà più veloce nel capire quest’opportunità, nel capire questa chiave della tecnologia come fattore competitivo fondamentale, chi investirà per primo sarà pronto poi quando si tratterà di ripartire e avrà un vantaggio competitivo molto più forte e solido. Quello che si deve riuscire a scalfire è la percezione che un investimento in tecnologia sia una spesa e non un investimento, sia un costo e non un investimento. E questo spesso è un retaggio che gli imprenditori, soprattutto medio piccolo italiano portano con sé.

Mi ha colpito il post di Andrea Valboni sull’interoperabilità di Microsoft. È un articolo onesto e schietto sia quando dice “Credo che anche per colpa nostra, e mia in primis, questa cosa non abbia avuto l’attenzione che meritava nel nostro paese”, sia quando parla della diffidenza palesata dagli utenti nei confronti del progetto: in che modo, grazie a Mclips siete riusciti a scalfire un po’ di questa diffidenza, e a fare arrivare a tutti il messaggio della filosofia open di Microsoft?

Spero di sì. Quando sono arrivato in azienda quattro anni fa la posizione che quest’azienda aveva nei confronti della filosofia open source era molto diversa da quella che ha oggi, di quella che ha maturato e sviluppato in questi 4 anni. Oggi c’è un’apertura pressoché totale, una presa di coscienza del fatto che il mondo è completamente ibrido tra soluzioni open source e soluzioni di software commerciali, quindi che il nostro dovere è di progettare soluzioni e prodotti fin dalla nascita che siano prodotti interoperabili. Stringendo accordi con i maggiori operatori del mondo open source e creando centri di sviluppo come nel caso di Novell, inaugurato due anni fa, Microsoft ha veramente dimostrato che in questa realtà ci crede. Quindi sicuramente ha cambiato visione, si è tolto gli occhiali che aveva e ha infilato un paio di lenti nuove per lavorare a questa realtà. Mclips secondo me è un ulteriore indicatore di un modo assolutamente non arroccato sulle proprie posizioni ma completamente aperto, completamente non aprioristicamente critico di vedere la realtà, quindi di essere pronti a subire e ad accettare critiche, suggerimenti, a subire commenti non positivi. Ma è nel bello della giusta realtà delle cose.

Durante l’intervista per il lancio di Mclips hai descritto le varie fasi del nuovo approccio comunicativo intrapreso da Microsoft Italia: quella preliminare dell’ascolto in cui avete sondato il terreno della blogosfera cercando di capire cosa si diceva di Microsoft, quella del raccontarsi attraverso Mclips: quale sarà il prossimo passo?

La domanda è affascinante. Devo dirti che le frasi precedenti ad Mclips si sono succedute in modo abbastanza sincopato perché una portava con sé l’altra: vedere cosa si dicesse di noi, analizzarlo, cercare di capire dove si potesse entrare su alcuni temi e commentarli, dare delle risposte o dare delle chiarificazioni. Da quando abbiamo fatto il passaggio ad Mclips è partita una seconda wave, che secondo me ci terrà legati e focalizzati su questo progetto per un po’ di tempo. Non vedo nei prossimi 12 mesi fughe in avanti se non quelle di prendere Mclips e farlo diventare veramente un progetto migliore, perché noi abbiamo sempre affrontato questo tema della blogosfera con tutta l’umiltà del caso, di quelli che erano gli ultimi arrivati, che in punta di piedi entravano in questo campo con grande rispetto di tutti e con voglia di imparare. Quest’umiltà ci caratterizza ancora adesso perché Mclips è veramente agli inizi. Se tu guardi la famosa curva di un ciclo di vita di un prodotto, di un progetto o altro, siamo veramente nell’angolo in basso dove si incontrano i due assi. C’è tanto ancora da fare, speriamo che possa migliorare, possa diventare veramente un punto di riferimento per chi ha voglia di parlare, di conversare di tecnologia in rete. Speriamo noi di essere bravi nel voler parlare non soltanto di Microsoft, ma parlare un po’ a 360 gradi.

Mi farebbe piacere che un’iniziativa come questa potesse veramente raggiungere più persone possibile. Credo che non sia sfuggito il fatto che noi volutamente non abbiamo fatto nessuna campagna di marketing a supporto di Mclips, con banner o altro. L’obiettivo non è quello di portare traffico attraverso la pubblicità ma di farlo crescere in modo naturale, quindi con la modalità del passaparola, di vederlo in rete, attraverso i video che è una delle modalità più usate per postare su Mclips, in quanto noi crediamo nell’impatto forte che possono avere nel raccontare delle storie. Non a caso il blog si chiama Mclips, M di Microsoft e clips di videoclip, quindi vari clip veloci di contenuti da postare e commentare. Veramente sarebbe bello se diventasse una piazza sempre più affollata. Ci siamo messi in gioco per voler raccontare la nostra quotidianità per condividerla con la blogosfera.

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