Aprire una finestra, anzi sei, sull’andamento della campagna elettorale e sulla capacità dei nostri candidati di coinvolgere le persone in rete come al di fuori: questo l’obiettivo di Polismeter.it.

Polismeter è il nuovo portale nato dalle capacità di analisi statistitica e social listening degli specialisti di Blogmeter.

Con grande piacere oggi ospitiamo un membro del team, Emanuele Mazzi.

In occasione delle imminenti elezioni, abbiamo deciso con Emanuele di realizzare un’intervista che indagasse e ricostruisse le dinamiche della comunicazione politica italiana.

1. Il web si è trasformato nella nuova “arena” politica. Come interviene Polismeter in questo cambiamento e in che modo misura il “sentiment elettorale”?

Polismeter è in grado di fornire un utile contributo per capire quale politico stia riuscendo ad ingaggiare meglio il proprio elettorato, dove e su quale tema.

La dashboard è composta da 6 finestre di facile lettura nelle quali è mostrato:

– il trend delle citazioni dei 5 politici più discussi nell’ultima settimana su tutte le fonti italiane (blog, forum, siti di news, social network, ecc.);

– la cloud degli hashtag più utilizzati su Twitter in tutti i tweet italiani riguardanti la politica;

– i 5 Tweet più engaging dei profili politici (quelli che hanno ottenuto il maggior numero di retweet e di risposte);

– i 5 post più engaging sulle pagine Facebook dei politici in termini di like, commenti e condivisioni;

– le performance su Twitter per numero di citazioni complessive (inclusi anche retweet e reply) e di follower;

– le performance su Facebook per numero di interazioni (like, condivisioni e commenti) e per numero di fan.

Polismeter mostra di default i dati relativi alla giornata precedente, ma offre la possibilità di selezionare anche i sette giorni precedenti la data di consultazione. Nonostante Polismeter offra molteplici insight, bisogna fare attenzione a non ritenere queste indicazioni un modello predittivo del voto, si tratta infatti di uno spaccato troppo parziale della realtà, non tutti gli elettori utilizzano i socialnetwork e una citazione, un retweet o una condivisione non sono dei voti.

2. Queste sono le prime elezioni in Italia che hanno visto i candidati impegnati su due fronti, tv e social network: nel passaggio da un medium all’altro come cambia la narrazione politica?

Spesso i social network costituiscono la piazza dove rimbalzano le notizie provenienti dai media tradizionali, un po’ come avviene quando si propaga uno tsunami: vi è un terremoto generato spesso da una notizia partita da un medium tradizionale, essa produce un’onda di buzz che si propaga sulla rete a grande velocità, esattamente come è accadutoto circa la “proposta shock” di Berlusconi che sta imperversando sul web. I social network appaiono quindi un luogo di approfondimento e di condivisione dei temi abitualmente trattati dalla politica, gli attori politici tentano di produrre dei contenuti accattivanti, dai toni forti e su temi a cui il proprio elettorato è sensibile per favorirne la condivisione e sfruttare la viralità del mezzo.

3. In che misura una strategia social può incidere sulla conquista di nuovi elettori o sul recupero di elettori delusi? Dai risultati di Blogmeter cosa si evince al riguardo?

Secondo il nostro tool di Social Analytics le  pagine Facebook dei politici in questo momento sono tra le pagine più engaging d’Italia con quasi 5,4 milioni di interazioni (post, condivisioni, like e commenti) nell’ultimo mese, a dimostrazione di come i cittadini siano ricettivi e si battano spesso per promuovere attivamente i candidato sfruttando i collegamenti della propria rete di amicizie telematiche. Quantificare quanto una campagna social sia in grado di portare voti al candidato non è cosa facile e non esiste un semplice strumento di analisi che possa dirlo con certezza. Certo è che la dimensione virale della rete acquista notevole valore se si riesce ad ingaggiare una base di utenti che possa diventare una sorta di sponsee dei candidati sui propri profili social. I network partecipativi che il web mette a disposizione non possano più essere trascurati, è in atto una rivoluzione culturale e gli utenti, soprattutto i giovani, si stanno abituando ad una relazione biunivoca con brand e istituzioni: non essere presenti vuol dire essere distanti dalle persone.

4. Comunicare politica sui social network non è cosa facile; lo strumento in sé costringe a porre l’attenzione sull’autenticità del messaggio e sull’autenticità del suo autore: tra i nostri candidati politici chi si è messo maggiormente in gioco?

Le potenzialità virali e l’immediatezza dei social network hanno fatto sì che i politici siano più attenti alle proprie dichiarazioni, ne è un esempio il fenomeno che ultimamente sta prendendo piede anche in italia del Fact Checking, alcuni esperti condividono sui social network la veridicità delle dichiarazioni dei politici in tempo reale, spesso durante una trasmissione televisiva. Polismeter ci mostra come al momento Facebook sembra essere territorio di Grillo e del Movimento 5 Stelle che per primo ha preso le redini di questa piattaforma collaborativa, mentre altri personaggi hanno colto i frutti della loro notorietà, Oscar Giannino, ad esempio, è uno dei politici che produce più engagement con i suoi tweet grazie alla recettività della propria base fan ed al fatto di aver utilizzato Twitter anche nelle trasmissioni radiofoniche di cui era conduttore. Berlusconi, con le sue dichiarazioni d’impatto, è il politico più citato ed è forse quello che, più di tutti, mantiene un tono da media tradizionali, tenta cioè di occupare il mezzo più che di instaurare un rapporto di partecipazione con gli utenti.

5. Per finire, chiudiamo il cerchio ritornando a Polismeter. L’analisi degli hashtag permette di riscostruire il flusso discorsivo intorno ad un evento o fenomeno. Quali sono gli hashtag più condivisi di queste imminenti elezioni? Quelli “leaderistici” (#nomecandidato),”generalisti” o “televisivi”?

Quelli leaderistici per semplicità ed immediatezza rimangono i più  usati, in particolare abbiamo registrato nell’ultimo mese circa 175mila citazioni dell’hashtag “#berlusconi”, 93mila per #monti e 55mila per #bersani. Molto usati anche quelli riferiti alle trasmissioni televisive grazie al fenomeno della SocialTV, #serviziopubblico è quello che performa meglio con oltre 81mila citazioni seguito da #piazzapulita che ne registra 29mila e #ballarò, 21mila. Anche tradurre gli slogan che accompagnano le campagne elettroali in hashtag ha portato i suoi frutti come dimostra #italiagiusta con 46mila citazioni e #tsunamitour, 25mila.

Simona Fiore e Assunta Rea.

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